Transizione ecologica. Il piano Enel per abbandonare gas e fossili e incentivare le rinnovabili. In prospettiva anche idrogeno e nucleare

di redazione 24/11/2021 AMBIENTE
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Addio veloce al carbone, progressivo per il gas per arrivare al 100% di rinnovabili al 2040.

La strategia del Gruppo Enel  anticipa di 10 anni l'impegno 'Net Zero', dal 2050 al 2040, sia per le emissioni dirette sia per quelle indirette. Enel non intende infatti ricorrere ad alcuna misura di offsetting, come tecnologie di rimozione della CO2 o soluzioni nature-based come la riforestazione. Il gruppo, nel piano 2022-2024, prevede di abbandonare la generazione a carbone entro il 2027 e quella a gas entro il 2040, sostituendo il portafoglio termoelettrico con nuova capacita' rinnovabile oltre ad avvalersi dell'ibridazione delle rinnovabili con soluzioni di accumulo. In Italia l’addio al carbone dovrebbe invece avvenire entro il 2025, se ve ne saranno le condizioni. Da parte sua, il gruppo è pronto. Entro il 2040 l'elettricità venduta dal gruppo sarà interamente prodotta da rinnovabili ed entro lo stesso anno il gruppo uscirà dall'attività di vendita retail di gas. E i vantaggi saranno non solo per ‘ambiente e per il gruppo: Enel prevede per i clienti la strategia del del gruppo porterà una riduzione fino al 40% della loro spesa energetica, parallelamente a una riduzione fino all'80% della loro 'carbon footprint', entro il 2030 rispetto al 2020 e sulla base del portafoglio clienti in Italia e Spagna.

"È chiaro che il prossimo decennio sarà un decennio cruciale per raggiungere gli obiettivi degli accordi di Parigi e per evitare le ripercussioni legate ad un aumento delle temperature sopra 1,5 gradi", ha detto l'ad di Enel, Francesco Starace illustrando il piano strategico 2022-24 alla comunità finanziaria. "È chiaro - sottolinea Starace - che abbiamo bisogno di intensificare l'elettrificazione in modo massiccio per poter raggiungere gli obiettivi climatici. Per raggiungere questi target molto ambiziosi dobbiamo elettrificare i consumi finali". “Il Piano di quest'anno, con 170 miliardi di euro di investimenti diretti entro il 2030, rappresenta un punto di svolta. I prossimi dieci anni saranno il decennio dell'elettrificazione. Abbiamo appena completato un decennio che si è concluso in tempo di Covid, era il decennio delle rinnovabili. Abbiamo visto che le rinnovabili erano convenienti, più facili da gestire rispetto a quello che si pensava. È qualcosa di acquisito, è un fatto consolidato. Il prossimo decennio invece sarà quello dell'elettrificazione".

Il Gruppo prevede di mobilitare 210 miliardi di euro tra il 2021 e il 2030. Di tale importo il Gruppo prevede di investire direttamente circa 170 miliardi di euro (+6% rispetto al Piano precedente) attraverso i modelli di business di Ownership e di Stewardship, con ulteriori 40 miliardi di euro catalizzati da quest'ultimo attraverso terzi. Si prevede che tale allocazione di capitale accelererà il conseguimento degli obiettivi di elettrificazione e decarbonizzazione del Gruppo. Entro il 2030 il Gruppo Enel prevede di raggiungere una capacità rinnovabile complessiva di circa 154 GW, triplicando il suo portafoglio al 2020, nonché di aumentare la base clienti della rete di 12 milioni e di promuovere l'elettrificazione dei consumi energetici, aumentando di quasi il 30% i volumi di elettricità venduta e concentrandosi al contempo sullo sviluppo di servizi 'beyond commodity'.

"Il 2040 - sottoinea Starace - è fra 18 anni, di gas avremo bisogno nei 18 anni davanti a noi ma ne servirà sempre meno. Ma tra 20 anni saranno pochi gli europei che utilizzeranno il gas, per motivi economici passeranno all'elettricità" e "questo cambiamento arriverà più rapidamente di quanto si pensi".

"Il grosso dell'Europa tra 20 anni spegnerà il gas" perché "è una follia dipendere dal gas" e "prima usciamo e meglio è", perché "dipendere dai combustibili fossili e in particolare dal gas è pericoloso, e non è una buona idea, soprattutto in un'area ad alta intensità energetica come l'Europa", avverte Starace. Le centrali a gas "saranno ammortizzate nel tempo e usate sempre meno, e finiranno come sono finite le centrali a carbone", concloude l'ad e dg Enel, "quante utility europee stanno costruendo centrali a gas?".

“Fra 3-5 anni _ ha proseguito _ investiremo nell'idrogeno verde per vedere se è una soluzione competitiva e che tipo di competitività può offrire su larga scala o modulare. perché ci sarebbe un approccio diverso. Disco rosso invece per il nucleare, almeno per prossimi dieci anni. Le tecnologie per i nuovi piccoli reattori nucleari modulari sul fronte dei costi indicano "numeri importanti" e ciò "senza contare le complicazioni che riguardano un reattore nucleare". Costi "nell'ordine di 4 miliardi di dollari investimenti per 345 MegaWatt", quindi "11 milioni di dollari per MW". Inoltre "non rientrano nei progetti che puntano al 2030", perché "parliamo di cose che potrebbero diventare commercialmente proponibili e accettabili per il decennio successivo" quindi "non ha senso parlarne ora".   "I piccoli reattori modulari non sono nuovi, esistono sin da inizio dell'era dell'energia atomica, alimentano sottomarini, portaerei, navi da guerra, esistono dalla fine del secondo conflitto mondiale - spiega Starace-  È nuova tecnologia? Può esserlo ma non si puo vendere. Oggi nelle regioni artiche della Russia ci sono zattere con piccoli reattori che danno energia elettricità che usano questa tecnologia". Insomma, "non vediamo nulla di nuovo in questo senso- prosegue- Perché queste soluzioni non hanno preso velocità sostituendo altre tecnologie di generazione? Perché sono relativamente costose e hanno problemi hanno tutti i 'problemi' nucleari che si trovano in ogni impianto nucleare con materiale fissile".

Starace ha anche annunciato lo scorporo delle attività legate alla mobilità elettrica di Enel X diventerà un'azienda a sé stante per la quale è possibile una quotazione, con l'ingresso di nuovi soci, ma della quale  Enel manterrà comunque la quota di maggioranza. "Enel X ha sviluppato un percorso per gradi, cominciato prima di Enel X stessa, con il trasferimento dei dati su cloud per gestire i clienti in maniera nuova sulle reti, e oggi non c'è nessuno che riesca a fare quello che facciamo noi nella gestione dei processi", dice Starace, si tratta di "una serie di piattaforme dedicate a varie tecnologie, una di queste è la mobilità elettrica, e c'è bisogno di sviluppare queste strutture in giro per il mondo perche auto elettrica e ormai è realtà" e "crediamo si debba allargare ad altri partner questo sforzo, come stiamo facendo con VolksWagen sulle colonnine". Ciò detto, "abbiamo chiesto a Elisabetta Ripa (già ad di Open fiber, ndr) di prendere in mano questo ramo di azienda, che diventerà un'azienda, e di aprire al capitale con la possibilita di venderne una parte facendo entrare qualcuno- spiega l'ad e dg Enel- ma non abbiamo intenzione di uscire e rimarremo come partner di maggioranza". Da questo punto di vista "una IPO potrebbe essere una buona scelta ma vedremo", chiarisce Starace. Per Enel X "vedremo cosa potrà fare sui clienti liberi, sul mercato tutelato no perché finisce nel 2022 e non possiamo fare una strategia per un anno", conclude, ma "l'uscita dai combustibili fossili per le auto e dal gas per il riscaldamento passa da Enel X e dalle sue tecnologie".



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