La Sardegna devastata dagli incendi, oltre 20 mila ettari in fumo e 1500 persone evacuate

di redazione 26/07/2021 AMBIENTE
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La Sardegna, che sta bruciando da 60 ore, decreta lo stato di emergenza. Pesante il bilancio del vasto incendio scoppiato in provincia di Oristano e non ancora del tutto domato: quasi 1.500 persone sfollate. Si stima che le fiamme abbiano percorso circa 20 mila ettari, ma il dato è ancora provvisorio. Case e aziende danneggiate. Cinque Canadair della flotta nazionale hanno ripreso a lanciare acqua stamane sull'Oristanese, che brucia ormai da due giorni.  Per una maggiore rapidità di risoluzione dell'emergenza, il Dipartimento della Protezione Civile ha attivato un modulo internazionale di cooperazione.  È stato pubblicato dalla Protezione Civile regionale un nuovo bollettino di previsione di pericolo incendio per la giornata di oggi, lunedì 26 luglio.

L'area colpita si estende anche su parte del Nuorese. Un numero ancora imprecisato di animali è rimasto ucciso, in un fine settimana fra i più disastrosi che si ricordino in quella parte della Sardegna. Le immagini arrivate ieri dai luoghi del rogo sono sconvolgenti: greggi carbonizzate, il cielo oscurato dal fumo, fiamme ovunque, a ridosso di case e strade, a illuminare la notte e a tenere svegli interi paesi. Il danno ambientale è incalcolabile. Il fuoco ha devastato i boschi del Montiferru, fra le zone verdi dell'isola, e aziende agricole e costretto centinaia di uomini e donne, fra sabato e domenica, a lasciare le loro case per precauzione. Non sono ancora potute rientrare un'ottantina di persone: 50 anziani di una casa di riposo di Cuglieri, uno dei Comuni più colpiti dalle fiamme, e trenta abitanti di Borore (Nuoro). Sono attesi altri quattro Canadair, due dalla Francia e altrettanti dalla Grecia: i primi sono in volo verso la Sardegna, gli altri due sono già atterrati ad Alghero alle 4.30. ( Stamane sono cominciate anche le operazioni di bonifica.  I fronti del fuoco sono ancora attivi nell'Oristanese fra Scano Montiferro, dove ieri erano state evacuate oltre 400 persone, e Tresnuraghes. Alle squadre locali che hanno lavorato tutta la notte, si sono aggiunte le colonne mobili del Corpo forestale regionale, dell'Agenzia Forestas e della Protezione civile, arrivate da Cagliari, Nuoro e Sassari. Sono in volo anche gli elicotteri della flotta regionale, incluso il SuperPuma decollato da Fenosu. A terra sono operative 57 unità dei vigili del fuoco, di cui 28 provenienti dai comandi di Nuoro, Sassari e Cagliari e 29 del comando di Oristano: sono impegnate, in particolare a Santu Lussurgiu, Cuglieri, Tresnuraghes (dove tre squadre hanno lavorato tutta la notte e protetto due attività ricettive), e nella borgata marina di Porto Alabe, Flussio, Sennariolo, Usellus, Scano Montiferro e Cabras.

Il vento ha cambiato più volte direzione negli ultimi giorni e reso ancora più impegnative le operazioni di spegnimento, condotte anche in collaborazione con un elicottero del Reparto volo dei vigili del fuoco di Sassari. Intanto, l'ultimo bollettino della Protezione civile regionale segnala per oggi un codice arancione (ieri era rosso) in buona parte della Sardegna, incluso il Cagliaritano e l'area dell'Oristanese. Intere comunità sono in ginocchio, i danni ingenti e ancora da stimare, in una zona della Sardegna già particolarmente colpita dalla pandemia e dalla carenza di servizi sanitari, come denunciato la scorsa settimana dai sindaci dell'Oristanese che avevano manifestato sulla strada statale 131. "Chiediamo un'immediata indagine", sollecita Claudio Atzori, presidente di Legacoop Sardegna, "per verificare il perché dei danni a case e aziende, dentro o a ridosso dei paesi, che avrebbero dovuto avere protezione, attraverso una maggiore attenzione in fase manutenzione del territorio e prevenzione".  



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